1973. Il jazz spirituale ha già trovato la sua voce con John Coltrane — A Love Supreme (1965, Impulse! A-77) aveva aperto un varco che nessuno sapeva bene come attraversare. Lonnie Liston Smith lo aveva attraversato di lato, per anni, come sideman di Pharoah Sanders: su Karma (1969) e Jewels of Thought (1969) aveva costruito il proprio vocabolario — tastiere cosmiche, groove flottanti, armonie modali che guardavano all'Africa e all'India con la stessa apertura. Con Astral Traveling, il suo debutto come leader per la Flying Dutchman di Bob Thiele, Smith smette di commentare e prende la parola. Accanto a lui, Don Cherry alla tromba: insieme tracciano una mappa dello spazio interiore che nel 1973 era già visionaria e oggi suona come un documento indispensabile.
La title track apre il disco con una pazienza quasi meditativa: l'organo di Smith costruisce un plateau armonico su cui Don Cherry traccia linee slegate dall'urgenza, mentre la sezione ritmica avanza come una corrente sottomarina — presente ma non invadente. È jazz che non corre verso nessuna destinazione, perché la destinazione non conta: conta il viaggio. Beautiful Woman sposta il registro verso qualcosa di più terreno — un groove ipnotico che mescola soul e ritmo africano, con la tromba di Cherry che entra come una voce in una conversazione già avviata. Peaceful Ones è il centro gravitazionale del disco: piano e archi costruiscono una texture calda come seta su pelle, con una melodia così elementare da sembrare scritta da sempre. L'equilibrio tra struttura e improvvisazione è il vero talento di Smith — non rompe le forme, le dissolve lentamente, come sale nell'acqua.
La prima pressa Flying Dutchman (FD 10144, 1973) ha una qualità di taglio tipica del jazz newyorkese di quella stagione: una lieve ruvidità nei medi alti che col tempo diventa patina, non difetto. Il basso è contenuto, quasi orientale nella sua discrezione, ma il pianoforte e gli ottoni guadagnano in presenza e calore rispetto alle ristampe successive. La versione più reperibile oggi è la ristampa BGP/Ace Records, che risolve i problemi di fruscio del pressing originale ma introduce una compressione nei picchi che toglie aria alle tastiere. Per chi vuole il massimo, la prima pressa originale resta il punto di riferimento: un oggetto non esente da imperfezioni tecniche, autentico nel modo in cui lo sono le migliori registrazioni live.
Astral Traveling non è il disco più rifinito di Lonnie Liston Smith — i lavori successivi, soprattutto Expansions (1975), avranno produzioni più curate e una proiezione commerciale più consapevole. Ma è il disco più necessario: il momento in cui una voce trova se stessa senza ancora sapere che cosa dirà. Chi arriva da Pharoah Sanders, da Alice Coltrane, da Sun Ra troverà un compagno di viaggio fedele. Chi arriva dal soul e dalla black music degli anni Settanta troverà una porta sul jazz che nessuno ha messo lucchetti. Un disco che non invecchia perché non è mai stato davvero figlio del suo tempo.
- A1Astral Traveling★
- A2Beautiful Woman
- A3Peaceful Ones★
- B1A Garden of Peace
- B2Lonnie's Lament
- B3Let Us Go Into the House of the Lord★